lunedì 12 marzo 2012

Crema di piselli con pecorino “Lo sburrato” di Siena


Il fine settimana appena trascorso  è stato davvero speciale, finalmente dopo tanto tempo sono venuti a trovarmi da Firenze due carissimi amici, anzi, forse dire solo amici è pure poco, abbiamo convissuto insieme tanti anni, affrontato le situazioni più assurde, siamo stati per tanti versi una seconda famiglia gli uni per gli altri e in occasione di questa visita, per non smentire quanto detto, ma non c’erano dubbi, mi hanno fatto la domanda che farebbero di solito le mamme, quando vanno a trovare un figliolo che non vedono da tanto tempo : “Di cosa hai voglia? Cosa ti portiamo da qui ?”. Gli anni di convivenza mi hanno fatto sentire in una botte di ferro e quindi senza esitazione ho risposto “ tranquilli, fate voi, quel che viene viene “.ovviamente mentre lo dicevo una vocina dentro di me elencava: schiacciata, schiacciata, schiacciata, pane sardo quello del forno di via dei Macci, e i baccelli?? Ci sono già i baccelli ?? perché un cornetto di Patrizio? e la stessa vocina si auto rispondeva : Simo chetati, he, non si può mica, avanti di questo passo diventi duecento chili.
Alla fine la mia seconda famiglia non si è smentita ( seconda a pari merito con quell’altra eh, conosco chi mi legge e non vorrei mai che qualcuno si sentisse trascurato ;) ) Mi hanno portato una piantina di fiori dolcissima e , fiato alle trombe, direttamente dalla Cooperativa di Legnaia
, che secondo me dovrebbe essere un luogo di culto per ogni foodblogger che si rispetti e buongustai di ogni genere,  un pecorino senese detto “Lo sburrato” che è un capolavoro.    
 


Non c’è niente da fare a questo punto la primavera bussa imperiosa alla mia porta d ecco che la accontento.
Colgo l’occasione per iniziare una raccolta che piano piano andrà a comporre un piccolo vademecum di prodotti tipici squisiti, e il primo che inizia è proprio lui “La Sburrata si può preparare o con solo latte di pecora oppure con latte misto di pecora e vaccino. La pasta è semicotta, la cagliata è rotta in maniera grossa; è un formaggio fresco che si consuma entro venti giorni, un mese al massimo. Dal peso variabile tra un chilo e un chilo e mezzo ha un sapore dolce e fresco che si accompagna ottimamente con le fave”


Ingredienti

400 gr di piselli
200 gr di pecorino “Lo sburrato” di Siena
Mezza cipolla tritata finemente
Uno spicchio d’aglio tritato finemente
Un bicchiere di vino bianco secco
Un bicchiere di latte
Un bicchiere di brodo vegetale
Prezzemolo tritato
Sale
Pepe

In una casseruola fate soffriggere mezza cipolla e uno spicchio d’aglio finemente tritati con olio extravergine di oliva e due cucchiai d’acqua, quando si saranno ammorbiditi aggiungete i piselli sgranati e lavati, salateli e lasciateli insaporire qualche minuto, aggiungete il  vino  e lasciato evaporare quasi del tutto, coprite, lasciate cuocere a fuoco moderato fino a che  i piselli saranno diventati morbidi, aggiungendo di tanto in tanto poca acqua calda e solo se serve. Quando i piselli saranno pronti  toglieteli dal fuoco e passateli con un passaverdure a maglia fine, è un passaggio un po’ laborioso ma assicura una vellutata davvero morbida e vellutata, appunto.
Riponete la crema di piselli così ottenuta nuovamente nella casseruola, aggiungete il  latte, qualche pezzetto di pecorino sburrato e giusto un pizzico di prezzemolo tritato,  lasciate sobbollire la vellutata per almeno dieci minuti in modo che tutti i sapori si amalgamino. Servitela calda  in coppette non troppo grandi cosparsa di  bocconcini di pecorino sburrato, olio extravergine di oliva e una macinata di pepe, questa crema è buonissima anche a temperatura ambiente.





2 commenti:

  1. Ciao io non conosco questo sburrato ma mi ispira un sacco! Il tuo racconto e' molto bello ed e' la dimostrazione che la famiglia non e' solo quella di sangue ma le persone che ci danno amore! Ti seguo:-) baci

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  2. Ciao, piacere di conoscerti, io nemmeno lo conoscevo, e anche su internet ho fatto un po' di fatica a trovare delle informazioni, alla fine ho scoperto che lo produce in forma stagionata il caseificio Pinzani, quello fresco lo produce un altro caseificio, ora mi sfugge il nome perchè scrivo da un altro computer e non dal mio, se ti può interessare ti scrivo
    a presto
    Simo

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