venerdì 3 febbraio 2012

Il branzino e la coppa di ghisa




Il titolo di questo post non vi fa venire in mente una favola ? A me si ed è proprio di una favola che avrei avuto bisogno negli ultimi giorni, complice un’ influenza da 39.5 di febbre, bufera di neve che mi ha bloccata a casa e anche se avessi avuto la forza di cucinarmi qualcosa .. il forno è rotto;  ebbene si, dopo anni di inattività non ha retto lo stress dei folli giorni natalizi e ha dato forfait, risultato, se anche solo mi azzardo ad accenderlo salta la luce di tutta casa.
Si potrebbe riparare,  lo so, ma sono in attesa del forno nuovo, enorme e a gas, non so se mi pentirò di questa scelta ma direi che vale la pena di aspettare per scoprirlo.
Ma torniamo alle avventure del nostro intrepido branzino, dopo alcuni giorni veramente tremendi finalmente l’influenza mi ha dato tregua, la neve no ma pazienza, in fondo con questo paesaggio candido che copre tutta Bologna sono anche invogliata a cucinarmi qualcosa di buono, senza forno sob.ed è a questo punto che mi si accende la lampadina, perché in mezzo a pile e pile di scatoloni ancora da svuotare dopo il trasloco c’è un sacco di iuta con un grande fiocco, molto molto pesante , all’interno due meravigliose pentole di ghisa smaltate di blu, il regalo di Margherita che ogni tanto verso dicembre arriva con un dono fatto con il cuore e mi fa venire voglia di stringerla in un abbraccio gigante tutte le volte, ma questa volta si è davvero superata e sono ancora qui che penso a come fare per sdebitarmi, per il momento non resta che provarle, ed è così che, dovendo fare di necessità virtù, nasce questa ricetta semplice ma che ha dato davvero molta soddisfazione.


 


Lavate una decina di pomodorini  e tagliateli a metà, nella casseruola di ghisa mettete 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, un cucchiaio d’acqua, un piccolo scalogno affettato finemente e due spicchi d’aglio schiacciati, fate “soffriggere” per alcuni minuti, non è un vero e proprio soffritto, la presenza dell’acqua  lo rende meno pesante senza togliere il gusto, una volta che lo scalogno e l’aglio saranno leggermente dorati e l’acqua evaporata aggiungete i pomodorini e lasciateli appassire, la meravigliosa caratteristica delle casseruole di ghisa è che anno bisogno di pochissimo fuoco e, una volta andate in temperatura, cuociono in modo costante anche con una minima fiamma, fate quindi attenzione a non alzare mai molto il fuoco, la ghisa è un’ ottimo conduttore e si rischia di bruciare tutto.





Quando i pomodorini si saranno ammorbiditi sarà il momento di adagiare il pesce nella casseruola, nel mio caso un branzino di circa 350 gr, aggiungete le erbe aromatiche tritate grossolanamente (  il mio aromatic corner oggi fornisce rosmarino e santoreggia ) e coprite il tutto con il coperchio di ghisa; lasciate cuocere a fiamma bassa per 5-6 minuti, dopodiché scoperchiate la casseruola, girate il pesce con delicatezza, ricoprite e lasciate cuocere altri 15 minuti senza più aprire il coperchio, et volià, il nostro pesce è già pronto, servitelo caldo con il suo contorno di pomodorini e crostoni di pane casereccio tostato.




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